lunedì 2 luglio 2007

L’università italiana deve cambiare

L’università italiana deve cambiare. Non si può continuare con il sistema dei concorsi pilotati, delle carriere già scritte, delle lobby che controllano il futuro dei docenti più dei ricercatori.

Oggi si può cambiare questo sistema, con determinazione e con coraggio.
Alcuni di noi (di voi) hanno avuto il coraggio di sfidare il sistema, e la giustizia ha dato loro ragione. Per la prima volta i giudici si sono espressi pesantemente, a difesa della meritocrazia e contro l’arroganza del potere universitario.

Le cose possono cambiare!
Per un sistema universitario più giusto, per dei concorsi trasparenti e dei giudizi basati unicamente sul merito, puoi essere anche tu parte di questo cambiamento. Se hai una storia, un’esperienza, un commento, un suggerimento, manda il tuo contributo.

Tutti gli scritti ricevuti serviranno ad avviare un movimento di pensiero che avrà la forza di smuovere il sistema. Attraverso i contributi di tutti si potranno identificare gli argomenti, i sistemi ed i modi più appropriati per proporre, nelle sedi più opportune, le nostre idee, e per raggiungere l’obiettivo di una università diversa, più in sintonia con il resto d’Europa e del mondo.

Coloro che daranno il loro contributo verranno invitati ad un «laboratorio delle idee» che produca dei documenti propositivi da presentare al legislatore.

A tutela dei diritti acquisiti per meriti scientifici, contro un sistema che si autoregola e che si crede intoccabile.
Postato da Marco Lanzetta - Chirurgo della Mano - Monza (Italia) alle 21.22
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Commenti
Anch'io ho presentato un ricorso al Tar di Bologna per segnalare la procedura x il conferimento di un assegno di ricerca che si è svolto presso l'Università di Modena . Ho contestato l'assegnazione dei punti stabiliti dal bando che non sono stati assegnati secondo le regole indicate ma assegnati volutamente per far vincerel'altro candidato.
E' una vera vergogna in quanto 3 anni prima avevo lasciato il mio precedente lavoro per ambire a questo progetto, i cui ho creduto e per cui ho lavorato strenuamente. Al momento del concorso la borsa di studio è stata assegnata a un altro candidato....come mai?....perchè questi baroni con arroganza ti umiliano semplicemente per il lavoro svolto con efficenza e dedizione???????
Possiamo insieme trovare una speranza per un cambiamento?
L'udienza al Tar di Bologna si svolgerà a Giugno...io nel frattempo cerco un altro lavoro...ma le porte si chiudono appena mi annuncio
Postato da amartini venerdì 20 febbraio 2009 alle 06.51
Sono convinto che l'Universita' debba innalzare il proprio livello qualitativo prima di tutto perche' e' un motore economico formidabile. Come farlo l'ho indicato nella sezione "Alcune idee da discutere insieme". Sono proposte radicali, estreme, ma credo che non si possa sempre curare con l'aspirina. Detto cio', non condivido comunque i giudizi catastrofici che leggo anche in questo blog. L'Universita' Italiana non è di così basso livello. Me ne accorgo quando mandiamo studenti o laureati presso colleghi stranieri e fanno una ottima figura. Dovremmo preoccuparci di piu' di tutta la filiera educativa che e' carente. Dovremmo iniettare più meritocrazia. Dovremmo iniziare una procedura di accorpamento e razionalizzazione degli atenei, che sono troppi. Dovremmo spiegare che alcune lauree portano quasi inevitabilmente alla dissocupazione perche' certe figure non sono richieste nella societa' produttiva. Chi si laurea in questi corsi lo fa per suo interesse personale, ma non puo' pretendere un posto solo perche' e' laureato. In quanto alla dissocupazione, io lavoro in una zona del nord italia dove il problema è quello di far rimanere i laureati 6 mesi in più, anche pagati, in universita'. Le aziende li assumono prima della laurea. Merito dell'Universita' che li prepara bene, ma anche di un tessuto produttivo, e direi anche sociale e politico, attivo. Ben vengano le alzate di scudi contro l'Universita'; ben vengano le analisi, anche impietose, ma allo scopo di capire e migliorare, non per scaricare mal sopiti rancori.
Postato da MR giovedì 24 gennaio 2008 alle 14.28
1) Nessun limite alle pubblicazioni
2) Esclusione dalle commissioni giudicatrici dei docenti che abbiano avuto rapporti di collaborazione (tesi di laurea, di dottorato, borse post-dott., assegni di ricerca, PRIN, pubblicazioni, lavori scientifici, etc...) con i candidati che presentino domanda
3) Pubblicazione on-line di tutti gli atti concorsuali, dalle prove scritte alle lezioni, comprese le videoregistrazioni delle riunioni delle commissioni giudicatrici.
APPROVO COMPLETAMENTE!!! (ma alla videoregistrazione non ci si arriverà... forse mai)
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 12 settembre 2007 alle 09.12
Sono contenta che la discussione si sia ripresa.
Invito tutti a partecipare al V-day l'8 settembre nelle piazze d'Italia perchè verranno raccolte le firme per una poposta di legge di iniziativa popolare che potrebbe restituire dignità al governo e, di conseguenza, sarebbe più "facile" mandare avanti anche le iniziative di cui si discute nel presente blog.
Per informazioni: http://www.beppegrillo.it/2007/08/vday_istruzioni.html

P.s. Lo so che è facile farsi prendere dallo sconforto, ma, vi dò una buona notizia: la denuncia di cui vi parlai nei miei primi interventi è andata a buon fine e, almeno per una volta, non verranno sperperati fondi comunitari per la produzione di carta straccia.
Saluti a tutti.
Postato da Cecilia Muscatella martedì 21 agosto 2007 alle 09.09
Cara/a Pimentel,
mi dispiace contribuire all'innalzamento del tuo sdegno. Molto modestamente credo che sia inutile mettere la testa sotto la sabbia e far finta di non sapere come il marcio del sistema universitario italiano rappresenti la linfa stessa che lo tiene ancora in piedi.
Dai miei post deduci che, attaccata alle vesti di qualche barone prossimo alla pensione, sia in attesa del "mio" concorso??? Se è così hai ancora tante cose da apprendere sull'Università italiana!
Passiamo alle cose serie...
1) Nessun limite alle pubblicazioni
2) Esclusione dalle commissioni giudicatrici dei docenti che abbiano avuto rapporti di collaborazione (tesi di laurea, di dottorato, borse post-dott., assegni di ricerca, PRIN, pubblicazioni, lavori scientifici, etc...) con i candidati che presentino domanda
3) Pubblicazione on-line di tutti gli atti concorsuali, dalle prove scritte alle lezioni, comprese le videoregistrazioni delle riunioni delle commissioni giudicatrici.
Troppa trasparenza? Forse si, eh eh!

Postato da neque lunedì 20 agosto 2007 alle 22.33
cara neque, lo sdegno aumenta e ed era già alto ai tuoi primi interventi. ti auguro al più presto un posto da associato, magari perchè protetta dal tuo prof alle soglie della pensione; quanto a lei caro chirurgo della mano, io la sua gliela stringo perchè l'iniziativa poteva essere valida, ma i pochi messaggi, le poche idee e soprattutto gli eh eh di certi soggetti sono così vergognosi che mi invitano come ultimo intervento a ringraziarla e a farle i miei in bocca al lupo.
Postato da pimentel mercoledì 18 luglio 2007 alle 16.00
Sinceramente, non credo si possa fare di tutt'erba un fascio, comunque, penso che, di fronte alla totale inutilità di un sistema universitario che da lavoro a disonesti e sforna disoccupati ( e non potrebbe essere diverso perchè, inutile girarci attorno, appena laureati, si è del tutto incapaci di soddisfare alle pochissime offerte lavorative assolutamente "a digiuno" di una qualche preparazione "tecnica") le soluzioni siano due: scendere in piazza o andare via dall'Italia.


Postato da Cecilia Muscatella martedì 17 luglio 2007 alle 08.51
eh eh...la ventata di pseudo sdegno si sta già affievolendo!
La solita gattopardesca levata di scudi contro lo scempio del reclutamento universitario italiano sbiadisce piano piano.
Rinnovo quanto scritto in un post precedente. Chi si lamenta di non riuscire a vincere "per merito" il concorso per il prossimo scatto di carriera, quello precedente come lo ha vinto?
Postato da neque martedì 17 luglio 2007 alle 03.12
Scrivo di medicina che conosco bene: ma l'Università così strutturata serve? MI trovo a fare il tutor valutatore dell'esame di stato per i colleghi che ora è obbligaotorio per un mese presso uno studio di medicina generale (medico di base dei vecchi ideologismi). I neolaureati non "sanno fare" perchè l'Accademia li prepara a qualcosa di teorico (il "sapere"se va bene) e comunque settoriale. MOlto spesso non "sanno essere" nel senso che non sanno porsi correttamente con il cittadino che si rivolge al loro per un problema. L'approccio nell'ambulatorio del quotidiano è sconvolgente e la comunicazione (assolutamente fondamentale in medicina) è totalmente carente anche quando le persone possono essere naturalmente dotate.
A fronte di questo l'Università continua a sfornare persone culturalmente affinate che ovviamente immaginano malati e malattie che non esistono.
C'è una forte pressione perchè la medicina di famiglia, come in tutta l'Europa civile entri come disciplina universitaria ... ma la vogliono insegnare gli internisti! Come se il mestiere di boscaiolo si imparasse in segheria. Quando per vie carbonare siamo riusciti a far vedere agli studenti del 5^-6^ anno questi aspetti della medicina c'è stato l'entusiasmo e oserei dire per alcuni versi l'incredulità. Poi tutto è finito perchè troppo sovversivo un preciso ordine costituito e inamovibile, povera Italia destinata allo schianto!
Postato da Lucia MMG venerdì 13 luglio 2007 alle 18.53
signora muscatella legga il mio articolo...sulla figura del garante e sul monitoraggio della didattica...
Postato da EIDOS venerdì 13 luglio 2007 alle 18.34
Caro pimentel, non sono d'accordo sul fatto che in questo blog dovremmo occuparci soltanto delle falle nel "sistema di reclutamento".
Nonostante abbia dato le dimissioni dall'università, vengo ancora contattata dagli studenti che, non avendo più qualcuno che si occupi dell'attività didattica, mi chiedono una mano e denunciano eventi poco piacevoli (del tipo "esami sostenuti rispondendo semplicemente alla domanda: che voto vuoi?").
Di fronte a queste situazioni, diventa doveroso parlare anche di altre tematiche, tra cui i sistemi di valutazione dell'attività didattica.
A questo proposito, vorrei chiedere ai frequentatori del blog se sanno darmi qualche notizia in merito alla figura del Garante degli studenti. Quando ero studentessa, con i miei colleghi abbiamo fatto ricorso a questa figura, riuscendo a risolvere alcuni problemi legati al comportamento a dir poco "irregolare" di un anziano docente.
Credevo si trattasse di una figura presente in tutte le università ed invece, dopo aver fatto qualche ricerca, mi sembra di aver capito che non è così, ma dipende dallo statuto di ogni singolo ateneo.
Vorrei dare qualche consiglio agli studenti che mi chiedono una mano. Grazie a tutti.
Postato da Cecilia Muscatella venerdì 13 luglio 2007 alle 17.58
caro gninno, continuo a ripetere che non è il caso di perdere tempo a dirci che offendiamo classi di lavoratori. se è per questo io ho consegnato ieri la mia domanda di inserimento nelle graduatorie di istituto e come dici tu quel metodo di attirbuzione di punteggi, 5 da una parte 0.5 dall'altra fa si che nella scuola entrino tutti, fannulloni ignoranti e persone serie che fanno dell'insegnamento una passione da trasmettere agli alunni. il problema è che anche loro sono equiparati a tutti gli altri. quanto al problema dei progetti di ricerca, esiste ed è vero, ma non si può avere l'atteggiamento di radere al suolo l'intera università. come in ogni istituzione anche in quella universitaria esistono professori di chiara fama che non hanno mai voluto comportarsi da tali. le nostre proposte dovrebbero servire a fare emergere queste realtà e a creare una rete di collaborazione trasversale. vuoi che ti dica di più? non sono ne baronessa ne niente al momento, ma in italia, i progetti di ricerca oramai non si scrivono nemmeno. nelle schede del famoso ex 60% vanno inseriti dei titoli, in non più di 60 caratteri please, e i nomi di chi vi partecipa con dei limiti nei mesi di attività se si partecipa ad altri progetti. sono poi le pubblicazioni del prof. responsabile che fanno il punteggio. per i progetti internazionali si riempiono schede in cui inserire in non più di 20 righe l'interesse di un gruppo alla tematica di ricerca e poi tutti insieme si incrocia le dita perchè il responsabile della ricerca del tuo ateneo abbia abbastanza palle e sia davvero andato in missione in belgio o a casa del diavolo per inviare nel modo più corretto possibile le richieste. se non siamo baroni, e non siamo prof, occupiamoci di proposte per le falle nel reclutamento e per porre un limite al precariato. se poi finalmente dovesse partecipare qualche barone o prof. all'iniziativa lasciamo a loro questa incombenza. a ciascuno il suo sencondo le sue possibilità. senza rancori
Postato da pimentel venerdì 13 luglio 2007 alle 16.21
con tutto il rispetto, non credo proprio che la nostra situazione ci permetta di snobbare altre realtà come quella dei precari della scuola. Almeno con quelle graduatorie si assumono sia fannulloni e ignoranti che ottimi e preparati insegnanti. La selezione nel nostro campo invece seleziona deliberatamente solo raccomandati!
Comunque non ho capito ancora se vi sta bene l'attuale sistema di reclutamento delle università, in fondo se si riesce a farsi appoggiare da qualche barone la cosa è fatta, oppure pensate che sia tutto uno schifo.
Come si può pensare che una commissione valuti l'originalità della ricerca se tutti sanno che quei commissari devono dar conto a chi li ha fatti eleggere, o pensate veramente che si posse essere in commissione senza avere appoggi?
Anche la storia dei PRIN è ben nota, se non sei nella corrente giusta col cavolo che ti approvano la tua ricerca, ma questo non ha nulla a che vedere con la qualità e l'originalità.
Anche in questo caso il problema è che tuoi colleghi, che sono in competizione con te, devono decidere se darti dei fondi per fare ricerca cha potrebbe ostacolare quella che fanno loro. Voi cosa fareste?
Perchè non cerchiamo di essere pratici, come si può evitare tutto questo?
Postato da gninno giovedì 12 luglio 2007 alle 18.40
certamente dovrebbe essere valutata maggiormente l'originalità dei progetti di ricerca! la ricerca non è scoperta? innovazione?

mi sembra che in 67 interventi non ci sia quasi nessuno appartenente al settore umanistico o forse 2-3.
questo vuol dire che agli umanisti universitopoli sta bene? credo che alla maggioranza stia bene.
è naturale, inoltre, che faccia maggiormente scalpore un ingegnere incompetente, o un medico, un biologo (che possono creare stragi) più che uno storico o un letterato (che al massimo possono creare ignoranza e falsificazioni, ma non morti immediate).

quello che dovremmo copiare al settore scientifico è la capacità di lavorare in "squadra", mettendo da parte il narcisismo personale. mi piacerebbe vedere pubblicazioni collettive, gruppi di ricerca "autentici", non aggregazioni dove tutti lavorano senza comunicare agli altri i propri risultati (ritardando la ricerca). conosco studiosi che tengono le loro ricerche inedite x 20 anni, per aspettare il momento + favorevole per la loro carriera! è una vergogna!
dovremmo incrementare il numero, la qualità e l'accessibilità delle riviste on-line e l'obligo di depositare anche gli articoli in rivista (lo spoglio delle riviste da parte delle istituzioni è assolutamente carente). L'sbn e l'iccu, oberati di lavoro, con pochi fondi, non riescono a catalogare i libri prima di 2 anni (a volte). questo ritarda le ricerche! forse l'unica istituzione che fa uno spoglio serio delle riviste in italia (per la st. dell'arte ad esempio) è straniera: l'Hertziana.
Postato da dottorandoinoccupato giovedì 12 luglio 2007 alle 17.27
non credo che in un sito dove si fanno proposte per cercare o immaginare di camibiare lo sfascio attuale in 2000 caratteri, sia importante risentirsi se chi fa ricerca in ambito scientifico cerca di parlare di quello che più conosce senza per questo considerare meno importante la fatica del ricercatore umanistico che senz'altro adotterà metodici scientifici per la sua ricerca ma ha ovviamente altri target di pubblicazioni che per altro sono già valutati in modo diverso. quanto a dare 5 punti all'una o 10 punti all'altra, scusate ma rimane un metodo da tabella di inseriemento per la graduatoria di III fascia nelle scuole secondarie. in ambito scientifico (e spero di non offendere nessuno) esistono indici noti universalmente accettati e riconosciuti ai quali si deve e si può fare riferimento. per l'ambito umanistico so che sono considerati appunto i libri le monografie etc. se non esiste per questi una tabella di valutazione riconosciuta universalmente, è ora che gli umanisti ci pensino e la propongano...torno a battere il ferro sulle posizioni dei nomi nella rosa degli autori. gli articoli scientifici sono spesso scritti da 6-7 autori (media) ma arrivano ad avere anche 14-15 se non venti autori. si dia anche qui un punteggio medio iniziale sul numero degli autori (il totale di impact factor e numero di citazioni/ il numero degli autori, ad esempio) e si sfrutti la prova orale per verificare l'effettivo apporto dei candidati alle ricerche.
Postato da pimentel giovedì 12 luglio 2007 alle 15.19
Salve a tutti,
vorrei saper se anche voi avete avuto esperienze come quelle indicate nella mia e-mail di ieri (11.07.07) e se condividete il fatto che debba essere prestata maggiore attenzione all'originalità dei progetti di ricerca.
Postato da Cecilia Muscatella giovedì 12 luglio 2007 alle 09.08
1) riguardo alle pubblicazioni. abolire il numero limite nei concorsi. in ambito umanistico (che è comunque "scientifico" nel senso del rigore metodologico della "ricerca") spesso, quando si ha a che fare con argomenti di ricerca legati al territorio, non si va su riviste internaz., dunque, il "prestigio" della rivista deve contare fino a un certo punto. è L'ARTICOLO CHE DEVE ESSERE VALUTATO, da commissari che abbiano il curriculum tecnico-scientifico idoneo a farlo. le pubblicazioni devono essere valutate da 1 commissione apposita (che ha svolto ricerche strettamente attinenti ad esse). il problema è, inoltre, che per pubblicare nelle riviste umanistiche devi essere "presentato" da un docente potente, idem x i convegni (dove si viene quasi sempre invitati e non ci si può proporre autonomamente quasi mai!). la difficoltà a pubblicare è enorme!
le commisioni devono esprimere giudizi dettagliati sugli articoli (devono DIMOSTRARE CHE LI HANNO LETTI!). ci sono verbali di concorsi, ora anche on-line, che descrivono dei libri totalmente "immaginati" dai commissari, con contenuti che in realtà essi non contegono affatto. BASTA CON I LIBRI COL NOME IN COPERTINA e 1 pagina sola, solo 1, scritta e firmata dall'unico autore in copertina e tutto il resto scritto da altri (la cui firma è nascosta in fondo alla pagina).
i commissari dovrebbero essere estratti a sorte, 7 giorni prima delle prove, tra docenti, ricercatori, assegnisti ed esperti esterni all'università.

2) gli argomenti delle prove scritte devono essere estratti tra una rosa di argomenti scelti in base alle singole ricerche dei candidati, per valorizzare l'originalità dei loro approcci e risultati (ciascuno sceglie nel suo ambito tematico).
nella prova didattica i commissari devono essere anche "studenti", neo-laureati, dottorandi, scelti tra i + preparati, che possano valutare anche il grado di didatticità dell'aspirante docente (ci sono ricercatori eccellenti che però non sanno spiegare 1 acca!)
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 11 luglio 2007 alle 21.22
Scusate se ritorno sulla questione ma a me sembra che si continui a proporre cose che sono realistiche solo in un paese che non è il nostro.
Noi vivviamo in una emergenza democratica. Insisto con il dire che bisogna togliere dalle mani dei professori la valutazione e quindi la formazione delle graduatorie di concorso.
Il punteggio deve essere stabilito attingendo da una tabelle: per esempio 10 pubblicazioni valgono 10 punti, 5 su rivista internazionale altri 5 ecc.
In nessun caso devono entrare valutazioni soggettive come importanza della ricerca, apporto alla pubblicazione ecc.
E' vero che queste cose contano ma sono anche le cose su cui si appigliano i commisari per fare il bello e il cattivo tempo.
Le prove di esame vanno eleminate, sappiamo tutti che il candidato predestinato ha gia pronte le tracce. Non è una gran prova di capacità andare a prendere da qualche libro formule e risultati e scrivere un tema per far vedere di avere padronanza della materia.
Ma ancora più grave che qualche vecchio barone che magari si trova in cattedra senza aver scritto nemmeno un lavoro (è capitato per l'ope legis degli anni 50!) debba decidere che tu non farai mai carriera perchè non devi fare ricerche che oscurano la sua fama (non si sa come ottenuta) o perchè non hai voluto far vincere quel candidato che gli interessava tanto.
Tutto questo deve finite!
Postato da gninno mercoledì 11 luglio 2007 alle 20.02
Sono d'accordo sulla questione delle pubblicazioni.
Inoltre, vorrei dare un contributo emerso dalla mia esperienza personale.
Mi riferisco ai PRIN, nell'ambito dei quali i controlli e le valutazioni sono a dir poco inesistenti; infatti, se un professore vuole partecipare a più di un PRIN, gli basta utilizzare come prestanomi altri docenti che non sanno nemmeno di che parla il progetto, ma che hanno prodotto qualche pubblicazione attinente allo stesso.
Pertanto, le valutazioni in itinere e quella finale dei PRIN dovrebbero essere svolte da commissioni esterne e non dai coordinatori dei progetti stessi, richiedendo la presenza obbligatoria di tutti i nomi che compaiono nei bandi.
Questi ultimi, poi, devono essere valutati con estrema attenzione, al fine di individuare l'originalità delle ricerche proposte; altrimenti si finisce sempre col consueto riciclo e copia/incolla di "lavori" già svolti.
Insomma, forse bisognerebbe costituire una sorta di data base aggiornato delle ricerche affrontate in ogni settore (la mia esperienza è relativa al settore AGR/01, dove abbondano ricerche tutte uguali sulle certificazioni agroalimentari...) da consultare prima di approvare un progetto.
Lo stesso discorso vale per le I.C. Equal, finanziate dall'UE, in merito alle quali, andrebbero modificate le procedure per le autorizzazioni a viaggi e acquisti.
Postato da Cecilia Muscatella mercoledì 11 luglio 2007 alle 17.25
la strada da percorrere dovrebbe essere quella di semplificare e unificare le procedure per l'applicazione dei punteggi. parlo dei concorsi da ricercatore che sono quelli che conosco di più, e trovo giusta la proposta di abolire il numero massimo di pubblicazioni, almeno fino a quando in italia il sistema non sarà in grado di assumere davvero come ricercatori giovani promettenti. è troppo alta al momento l'età di quelli bravi che già sono a piede libero e che ormai raggiungono il numero di pubblicazioni (20/25) a volte addirittura presentato in bando per far diventare associato la moglie -amante del prof o il galoppino di turno della prof 70 enne. in ambito scientifico dovrebbero essere prese in considerazione solo le riviste internazionali indicizzate e degnamente citate da altri autori. quanto ala fantomatica voce " apporto del candidato", visto che spesso l'ordine dei nomi in una pubblicazione è deciso in base a criteri non proprio etici, esiste una prova orale che serve proprio a dimostrare se un primo nome è davvero quello di chi ha sviluppato la maggior parte del lavoro o non sia solo il nome di rappresentanza di un gruppo di ricerca. per essere ricercatori bisogna poi dimostrare di saper lavorare in laboratorio (mi riferisco sempre all'ambito scientifico) e l'approccio ad una prova sperimentale, non può essere fatto solo su carta; facciamolo in pratica - e non dite che mancano le strutture perchè al massimo per un concorso si presentano una decina di persone.
Postato da pimentel mercoledì 11 luglio 2007 alle 16.54
mi sono specializzato nel 99 in chirurgia maxillo facciale e posso garantire che ogni articolo scientifico che usciva dalla struttura a prescindere di chi lo facesse portava sempre e comunque il nome del figlio del prof.che aveva centinaia di articoli a suo nome anche se non si è mai visto. Porto questa esperienza perchè credo che le strade da seguire devono tenere conto di questo ulteriore soppruso!
Postato da piergri1 mercoledì 11 luglio 2007 alle 12.29
come proposta..
a: fissare delle graduatorie relative alla produzione scientifica e alla qualità delle didattica per ogni struttura e non fornire finanziamenti a chi non raggiunge dei parametri ben precisi;
b. definire e rendere pubblici e condivisi tra gli atenei la graduatoria relativa ai titoli dei candidati: il dottorato vale tot, periodo all'estero tot altro, pubblicazione indicizzata altro, mentre pubblicazione sul giornalino della parrocchia meno così come abstract anche pubblicato..
c. togliere il limite di 5 o 10 pubblicazioni per concorso
d. rendere trasparente i meccanismi di costituzione delle commissioni e segnalare soprattutto gli scambi di favore (ordinario presidente di commissione nell'ateneo x che poi piazza un suo candidato presso la propria struttura grazie alla commissione con professore dell'ateneo x)
Postato da elel martedì 10 luglio 2007 alle 12.54
grazie per l'iniziativa!!
per quanto mi riguarda il problema che mi impedisce di vincere un concorso è, probabilmente, il periodo trascorso all'estero in una delle università inglesi più note.
Tra poco mi recherò a milano per il terzo concorso:
nei precedenti eravamo in due, io e il candidato vincitore: il primo caso è stato eclatante, a mio parere: ha vinto una persona, uomo (sempre commissioni con uomini, w il maschilismo dell'uni italiana) senza dottorato e post, con una specializzazione e pubblicazioni risibili.. oggi so già che vincerà M.B, scommettiamo????... e se saremo ancora in due, non mi presento nemmeno. che fare??? solo aspettare il proprio concorso??? spero che da questo sito mi giungano buone idee: nel frattempo buon lavoro, a chi ancora ci crede (mi è stato detto che fare ricerca è un hobby costoso, quindi di valutare se posso permettermelo...visto che non sono figlia di universitari, aggiungo io).
Postato da elel martedì 10 luglio 2007 alle 12.47
La mia proposta è quella di creare delle graduatorie nazionali basate su una tabella di valutazione dei titoli senza possibilità di intervento sulla valutazione da parte delle commissioni. Questo risolve il problema delle arbitrarietà dei criteri stabiliti per i concorsi. Le graduatorie dovrebbero essere distinte per sottosettori piuttosto ristretti in modo che essi siano specifiche per far fronte alle diverse tipologie di argomenti di ricerca richiesti. Sulla base di queste graduatorie gli aspiranti si iscrivono in quelle locali di un certo numero di Università. Queste DEVONO attingere dalle graduatorie per conferire tutti gli incarichi (temporanei e permanenti). Una graduatoria simile dovrebbe essere adottata anche per posti di associato e ordinario, in modo da proteggere tutti da ricatti di carriera. L'oggettività della valutazione, seppure non risolva il problema delle carriere facili (vedi i prof. che firmano lavori mai letti!) evita di dover vedere spettacoli pietosi come quelli in cui ai CCL parlano solo i baroni e tutti gli altri vengono zittiti e umiliati. In questo modo le carriere viaggiano parallele e non sono vincolate a apparteneze a clan vari. Ovviamente l'idea è migliorabile!
Postato da gninno domenica 8 luglio 2007 alle 16.07
Un commento, il seguente, già sentito milioni di volte. Io provengo da una famiglia normale. uno stipendio per 5 persone, mi sono laureato in filosofia a 23 anni, dottorato di ricerca in discipline filosofiche a 27 anni, 13 pubblicazioni su riviste locali, nazionali e internazionali. Prossimo a pubblicare un libro, cultore della materia e tutor di storia della filosofia. Ho 29 anni. Quanto prendo? Nulla. E dedico tutta la giornata e tutti i miei migliori anni al sacrificio della ricerca. Con piacere, certo, ma non potrò aspettare ancora a lungo un sostegno economico perchè i soldi non me li darà papà (più che altro io ho un babbo!) per sempre. Le speranza sempre lem stesse: c'è molta gente, il sistema è questo, bisogna aspettare, i nostri ricercatori hanno in media 38 anni. E questo detto da chi? Da professori che a 28 anni erano già associati avendo pubblicato un articoletto negli Annali della Facoltà. Faccio filosofia, ma onestamente non ho argomentazioni, solo paura e conati. Occorre che le nuove generazioni si mettano insieme contro il sistema, altrimenti che fine faremo? Attenzione: quando la vecchia gaurdia non ci sarà più, troveremo i loro scagnozzi coetanei che assumeranno lo stesso atteggiamento: In guardia, è già troppo tardi!
Postato da gianlu.sanna venerdì 6 luglio 2007 alle 12.49
gli esiti dei questinari andrebbero affissi in bacheca proprio come una pagella,pubblicati on line.

Come vedete ci sono anomalie a vari livelli del sitema
dalla magistratura che si esprime dopo 10 anni per un ricorso
dai concorsi che premiano raccomandati
dal controllo dell'operato degli stessi docenti direttamente in aula,che non esite.
Postato da mauriziocarrara giovedì 5 luglio 2007 alle 23.25
In realazione ai metodi di valutazione della didattica, posso dirvi che il mio primo anno di università(Medicina a Bari)ci sottoposero dei questionari, in cui , oltre a rispondere a varie domande prestabilite, alla fine c'era la possibilità di segnalare anonimamente lamentele varie.
Ebbene, l'anno seguente un professore "sui generis" fu spostato ad altro incarico, passando dal corso di laurea in medicina al diploma di infermieri...allo stesso tempo, però, la buona abitudine dei questionari si perse per qualche anno, dopo di che si decise di fare in modo che le lamentele verso singoli soggetti non fossero di pubblico dominio, ma fossero accessibili solo ai singoli professori...quale l'utilità, ditemelo voi!
Successivamente l'OSSERVATORIO DELLA DIDATTICA, un utile mezzo a disposizione per evidenziare le anomalie, in concomitanza con l'entrata in vigore del NOD, nuovo ordinamento didattico, sottopose un questionario di valutazione a numerosi docenti e studenti, da cui emersero vari problemi e ci fu molto clamore anche sui giornali. L'osservatorio in questione è stato poi messo a tacere. Tuttavia, pur essendoci questi mezzi, e avendo individuato i problemi, poco si fece, e a distanza di ben 4 anni, al posto di risolvere vecchi problemi, si è deciso di avviare un ENNESIMO nuovo ordinamento!
Morale della favola: l'univeristà dispone di mezzi idonei al monitoraggio della qualità del "prodotto", ma c'è poca volontà a far emergere le carenze, poca trasparenza, perchè i controllori sono troppo di parte, o perchè sono costretti ad esserlo.
Proposta:
ISTITUZIONE DI UN SISTEMA (ESTERNO ALLE FACOLTA) DI MONITORAGGIO DELLA QUALITA' DELLA DIDATTICA E DELLA RICERCA CON SUCCESSIVA PUBBLICAZIONE DEI RISULTATI ACCESSIBILE A TUTTI,A LIVELLO NAZIONALE
Postato da EIDOS giovedì 5 luglio 2007 alle 21.44
Dott. Lanzetta, stiamo aspettando delle indicazioni, è necessario che continuiamo solo a illustrare le varie carenze e deformazioni del "sistema"...o è il caso di iniziare ad essere propositivi?
Forse, a questo punto, occorre fissare dei punti chiave su cui lavorare e proporre, in base all'esperienza personale, delle possibili soluzioni.
Cordiali saluti a tutti
Postato da EIDOS giovedì 5 luglio 2007 alle 21.21
Caro Melchisedech,
hai ragione, non dovremmo utilizzare il blog solo per fare emergere le carenze del sistema universitario (anche se ciò è inevitabile e probabilmente, rafforza il senso di appartenza a questa comunità virtuale); quindi, seguiamo le indicazioni del Dott. Lanzetta: formuliamo proposte concrete da presentare al legislatore e poi condividiamole sul blog.
Recentemente ho letto un vecchio libro di Falcone "Cose di cosa nostra" che mi ha insegnato molto e mi ha dato le indicazioni giuste su come agire nella mia esperienza personale (in pratica, con riferimento all'università, si può parlare di "mentalità mafiosa").
Ne riporto alcuni passaggi fondamentali:
"Le leggi non sono in grado di funzionare se le strutture non sono dotate di uomini professionalmente qualificati. Professionalità significa adottare iniziative quando si è sicuri dei risultati ottenibili. Perseguire qualcuno per un delitto senza disporre di elementi irrefutabili a sostegno della sua colpevolezza significa fare un pessimo servizio...Professionalità significa anche che le indagini non possono essere monopolio di un'unica persona, ma frutto di un lavoro di gruppo".
Penso che ognuno di noi, in base alla propria esperienza, disponga o possa disporre di elementi sicuri da denunciare ed indicare altrettante possibili proposte per contrastare tali irregolarità.
Secondo me, occorre subito avanzare proposte sui metodi di valutazione della didattica e delle pubblicazioni.
Postato da Cecilia Muscatella giovedì 5 luglio 2007 alle 20.06
Magistrati, vi prego, svegliatevi!!!!!!! Non pensate solo alle vostre case e ai doveri della televisione e dei politici...c'è ben altro da fare!!! AIUTATECI, se amate ancora questo Paese!!!!
Postato da Melchisedech giovedì 5 luglio 2007 alle 19.35
Cari Amici e Colleghi,
vi faccio una preghiera. Cerchiamo di non usare il blog solo per lamentare le carenze che ci sono, perchè se tutti siamo presenti significa che le mancanze sono gravi! Piuttosto, possiamo usare il blog affinchè i nostri cari politici possano fare qualcosa per cambiare questo stato deprecabile delle università? Come possiamo dofenderci dal mobbing? chi ci aiuta davvero? cosa serve perchè i precari vengano assunti davvero per quello che sanno davvero fare?
Postato da Melchisedech giovedì 5 luglio 2007 alle 19.31
Ho seguito la puntata di w l'italia di martedì 3 luglio con grande interesse, penso però che si sia parlato poco del fatto che i conocorsi sono pilotati anche per entrare a studiare medicina. Io sono una studentessa che non riesce a entrare anche se studio tantissimo e ho voglia di imparare. Come si può fare a studiare in un mondo dove va avanti solo chi è raccomandato?
Postato da brightstar giovedì 5 luglio 2007 alle 17.36
Sono in linea col pensiero di Cecilia, non serve esere fatalisti, questo significa non pensare col proprio cervello.
Le cose funzionano solo se abbiamo un progetto di vita da portare avanti e non vale asserire " tanto tutto funziona così", questo è proprio di chi non usa il cervello per pensare, ma per correre dietro gli altri e dire "C'ero anch'io".
Postato da I-gens giovedì 5 luglio 2007 alle 12.44
Rispondo a "rampolla 72": qua non si parla soltanto di raccomandazioni, ma anche dello scarso livello qualitativo dei settori della formazione e della ricerca in Italia che dipendono da una miriade di altri fattori e che influiscono sulla vita di tutti i cittadini.
Non serve continuare a ripetere che "tanto tutto funziona così", questo blog indica la voglia di cambiamento che, naturalmente richiede impegno.
Postato da Cecilia Muscatella giovedì 5 luglio 2007 alle 12.06
Questa mattino ho rivolto alla giornalista di turno alla lettura di Prima Pagina su rai tre - per quale motivo io debbo inviare all'Università mio figlio quando trovo scritto sulle bacheche degli uffici del lavoro:
- Cercasi ingegnere elettronico .... importante ditta del settore .. offresi contratto co.co.pro € 980 al mese;
- cercasi laureato in economia e commercio -------- contratto cococo --- offresi € 850 al mese , ecc
poi trovo:
- cercasi saldatore .. importante industria locale --- offresi 1600 € mensili --- !

Mi chiedo:
- Quanto vale 12 anni di studio che mio figlio ha fatto tra le scuole medie superiori, l'università e due anni di specializzazione e di ricerca;
- Quanto vale l'aver sostenuto l'Esame di Stato per l'esercizio di quella professione intellettuale; eppure quello è obbligatorio perché previsto dalla Costituzione;
- Possibile che quel certicficato di studio abbia un valore meno di zero!
Chiedo una risposta, poi, se volete, lavoreremo assieme perché la soluzione c'è.

Postato da I-gens giovedì 5 luglio 2007 alle 11.10
Salve,io non faccio parte del mondo universitario, ma posso solo dire che le raccomandazioni esistono alla pari del piu' antico mestiere del mondo!!!!
Perche' stupirsi tanto, le raccomandazioni esistono ed esisteranno sempre e non solo nel mondo universitario, qualcuno ha mai provato a fare un concorso per l'ammissione alle varie accademie militari? Quello che succede all'interno di questi ed altri concorsi, anche per diventare un semplicissimo agente di polizia e' semplicemente scandaloso.
Postato da rampolla72 giovedì 5 luglio 2007 alle 11.00
le schede di valutazione dei corsi compilate dagli studenti?
una barzelletta! entrando in una pizzeria, 2 anni fa, ho visto un prof., con la sua amante-assistente, che le compilava! a 1 passo dall'università! io l'ho guardato male e lui mi guardava con sfida!

nell'ultimo concorso che ho fatto, dopo aver presentato una istanza di revisione, mi hanno invitato a ritirarla dicendo: "ma qui noi facciamo le cose alla buona... e poi se la ritira... lei è già decimo...".
ho risposto "basta di gestire le università come piccoli condomini!" da decimo sono passato ultimo... (in un concorso dove in commissione c'erano commissari-dottorandi che dovevano giudicare dottori di ricerca, con anni di università alle spalle)
Postato da dottorandoinoccupato giovedì 5 luglio 2007 alle 10.25
Questa iniziativa è più che lodevole! Ci sarebbero così tante proposte da avanzare per migliorare lo stato delle cose!
Per esempio, che dire delle schede di valutazione dei corsi compilate dagli studenti?
Sono mai servite a qualcosa? Chi le legge?
Una volta compilate non dovrebbero tornare nelle mani del docente di cui si sta valutando l'attività didattica e la disponibilità negli orari di ricevimento, ma essere consegnate ad un organismo preposto alla loro verifica (lo stesso che dovrebbe valutare anche il grado di aggiornamento dei professori) tale verifica dovrebbe avvenire in presenza di almeno tre studenti frequentanti (ho visto rimaneggiare le risposte).
Inoltre,a distanza di un anno accademico, occorrerebbe verificare se eventuali azioni correttive ritenute necessarie dal suddetto organismo sono state apportate.
Per ciò che riguarda le ricerche, avendo lavorato per quattro anni nel settore AGR/01, ritengo sia inutile continuare a fingere che le indagini socio-demografiche non vengano copiate dai vari strumenti di programmazione e pianificazione territoriale (PIT, Piani di coordinamento provinciale e quant'altro). In tal modo, si sprecano soltanto fondi che dovrebbero essere impiegati in ricerche produttive.
Pertanto, segue che anche il criterio del numero di pubblicazioni non è sempre efficiente nella scelte del "migliore", se queste non sono valutate in maniera appropriata.
Il docente per cui ho lavorato è diventato professore ordinario grazie a squallide pubblicazioni scopiazzate qua e là e contenenti daqtui riferiti ad indagini sperimentali mai effettuate, ciò significa che nessuno le ha valutate.
"Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere" - Gandhi




Postato da Cecilia Muscatella giovedì 5 luglio 2007 alle 09.33
Ottimo servizio quello di Iacona. E' solo la punta dell'ice-berg. Lo aspettiamo all'Universita' di Bologna.
Postato da RMirasole mercoledì 4 luglio 2007 alle 23.19
forza ragazzi ne abbiamo piene le tasche di queste università a conduzione familiare come la mia per esempio la parthenope di napoli
Postato da cattivodentro mercoledì 4 luglio 2007 alle 22.15
(...segue)
Tutto ciò perchè il 99% degli amici-studenti con cui ho parlato mi ha consigliato di 'stare zitta', di rimanere al mio posto, perché, come dicono loro 'i professori hanno sempre il coltello dalla parte del manico'.
IO NON CI STO, ho rispetto per chi ha studiato, ho rispetto dei professori che fanno sudare anche il 18, di quelli che 'sanno la loro', ma NON HO RISPETTO DI CHI NON è IN GRADO DI RIVESTIRE IL RUOLO CHE RIVESTE.
Ergo, a tutti coloro che consigliano di 'non alzare la testa', alzatela invece se avete la certezza di stare nella ragione, se da giovani si scende a compromessi e ci si accontenta senza avere Ambizioni o per paura di non si sa cosa, come si vivrà a 60 anni?
IO LA TESTA L'HO ALZATA COI DOVUTI MODI, ed ho avuto ciò che meritavo, senza essermene pentita.
S.
Postato da sara mercoledì 4 luglio 2007 alle 21.00
Complimenti per l'iniziativa! Era ora che qualcuno si svegliasse.
Innanzi tutto ci tengo a specificare che durante questi anni ho incontrato Professori degni di portare il nome che portano, con la 'P' miuscola oserei dire, e che quindi non faccio di tutta l'erba un fascio assolutamente.
Questa specificazione ci tenevo a farla, ma è fatta con la coscienza di chi sa che le cose non vanno per niente bene. Personalmente non ho chissà che tipo di pretese, visto che l'Università l'ho affrontata sempre con giusta leggerezza, ma ultimamente ci sono stati episodi che mi hanno fatto rivedere le cose.
E' cambiato il mio modo di affrontare la realtà universitaria e lo studio, e mi trovo in data 6 luglio davanti ad un professore che dopo aver confermato un voto prima di registrarlo, lo abbassa di due punti per essere coerente con la media...
Allora io mi chiedo che razza di individui ci siano dall'altra parte della cattedra -sempre non generalizzando-, e poi chi diavolo abbia il coraggio di metterceli!!!
Oggi dopo un compito giusto per 9/10 il caro professore mi ha dato ciò che meritavo, ma fino all'ultimo non ci ho creduto visto come ci si era lasciati la volta precedente.
Penso che il male dell'Università Italiana sia lo stesso male dell'Italia in generale, alla base di tutto c'è una FORTE CHIUSURA MENTALE, accompagnata dall'ABUSO DI POTERE da parte di chi non si sa come l'abbia ottenuto, ma il peggiore di tutti i mali sia la VIGLIACCHERIA, l'OMERTà di coloro che stanno al gioco per paura di potersi pentire dell'aver 'alzato la testa'.
E 'per alzare la testa' non intendo il non rispettare i ruoli o lo scendere nella maleducazione, ma l'AVERE IL CORAGGIO DI DIRE LA PROPRIA ED ESIGERE CIò CHE GLI è DOVUTO.
Tutto ciò perchè il 99% degli amici-studenti con cui ho parlato mi ha consigliato di 'stare zitta', di rimanere al mio posto, perché, come dicono loro 'i professori hanno sempre il c
Postato da sara mercoledì 4 luglio 2007 alle 20.56
Ecco la mia storia, per ora. Dopo dodici anni il TAR del Lazio mi chiede se sono ancora interessato al mio ricorso relativo a un concorso per professore universitario ordinario concluso nel 1994. Eppure avevo ripetutamente chiesto che il Tribunale prendesse in esame il ricorso, senza mai ricevere alcuna risposta. Nel frattempo l’ho pagare cara. Da allora ho subito un ostruzionismo silenzioso, sottile, quotidiano. Sono stato escluso da tutti i concorsi a cui ho partecipato successivamente. Ho visto negli anni colleghi più giovani e spesso più mediocri di me o addirittura miei ex studenti diventare professori di prima fascia, nella mia e in altre discipline. Sono stato escluso da gruppi di ricerca con cui ho lavorato da sempre, in un campo in cui avevo dato un contributo riconosciuto a livello internazionale. Mai ho avuto in tutti questi anni alcuna proposta di collaborazione da parte dei colleghi del mio Dipartimento. Essendo del tutto isolato e soprattutto senza studenti nel mio laboratorio da educare alla ricerca a cui trasmettere le mie conoscenze, ho infine deciso di lasciare l’universita’ prematuramente.
Qui in Italia l’università non ha al suo interno dei meccanismi per risolvere le ingiustizie accademiche né gli antidoti per prevenirle, come invece accade, ad esempio, nelle università canadesi od americane, a cui mi riferisco perché ci ho vissuto a lungo. Qui da noi il merito viene raramente riconosciuto, la mediocrita’ e il servilismo intellettuale troppo spesso apprezzati come qualita’, l’integrita’ intellettuale mai premiata.
Se uno ritiene di aver subito un’ingiustizia accademica può solo rivolgersi alla magistratura: ma ribellandosi commette un peccato mortale. E da presunta vittima diventa colpevole. Cosi’, se si aspetta sino alla pensione per conoscere il giudizio di un Tribunale, si deve attendere proprio funerale per avere giustizia?
Postato da Zvani Luigi Rossetti mercoledì 4 luglio 2007 alle 18.27
Secondo me, sarebbe anche ora che i docenti universitari timbrassero una sorta di "cartellino"..attenzione però, perchè potrebbero sempre trovare qualcuno disposto a timbrarlo al posto loro in cambio di chissà quale favore...Eppoi, all'Università della Basilicata, ho assisito ad esami tenutisti senza tutti i componenti della commissione, i quali, successivamente, firmavano tranquillamente i verbali, senza preoccuparsi minimamente della preparazione degli studenti...
Insomma, è un problema di MANCANZA DI CONTROLLI!!
Postato da Cecilia Muscatella mercoledì 4 luglio 2007 alle 18.15
inoltro copia di una mail ricevuta dalla sinistra universitaria della Statale:
Ogni anno la LERU (League of the European Research Universities) organizza per gli studenti delle 20 università che la compongono, compresa la Statale, un convegno internazionale.
Ospitata a turno da una delle università appartenenti alla lega, la Bright Conference è un evento di alta valenza culturale rivolto ad una delegazione di 10 tra gli studenti più brillanti di ciascun ateneo.
La partecipazione alla conferenza dovrebbe riguardare, secondo lo statuto, studenti dal curriculum eccellente, motivati e capaci di comunicare in inglese.
Mentre università come Oxford, Cambridge, Edimburgo si adoperavano per offrire a tutti gli studenti le stesse possibilità di partecipare, pubblicando bandi ed organizzando selezioni, il nostro ateneo adottava una scorciatoia meno ortodossa rivolgendosi ai rappresentanti.
Ed è così che quest’anno, come rappresentanti, dopo aver più volte protestato per il metodo di “selezione” usato e la totale assenza di informazione da parte dell’ateneo, abbiamo deciso che non avremmo preso parte alla delegazione che si recherà dal 20 al 23 settembre al Karolinska Instituet di Stoccolma.
Convinti che la partecipazione alla conferenza non debba essere un privilegio dei rappresentanti o peggio dipendere da meccanismi di cooptazione delegati alle liste di rappresentanza abbiamo scritto una mozione (allegata) che è stata presentata al Senato Accademico nella quale abbiamo denunciato le irregolarità e richiesto l’adozione fin da subito di un sistema di selezione fondato sul merito.
La risposta che abbiamo ricevuto è stata inadeguata, quasi di scherno, in difesa di un sistema basato sulla cooptazione che a gran parte del Senato, come al Rettore non pare affatto scandaloso. Il Senato si è di fatto rifiutato di esprimere formalmente un parere su una questione che da anni preferisce ignorare per motivi che a questo punto definiremmo culturali. Organizzare una selezione per m
Postato da FedeDouble mercoledì 4 luglio 2007 alle 17.09
Caro Marco,
il problema dei concorsi sono i concorsi stessi. Per eliminarlo dobbiamo eliminare i concorsi.
Come?
Abolendo il valore legale del titolo di studio.
Pechè?
Le tanto discusse Commissioni Nazionali di concorso hanno ragione di esistere perché esiste il valore legale della Laura. L’abolizione del valore legale del titolo di studio porterà ad un sistema di gabbie formative. Il valore della Laurea dipenderà dalla qualita’ complessiva dell’Ateno che eroga il titolo. Il Laureati entreranno in competizione per trovare occupazione solo per il fatto di aver conseguito la Laurea in Sedi piu’ o meno prestigiose. Il prestigio degli Ateni dipenderà dall’organico impiegato per l’attività di ricerca, didattica e di assistenza nel caso delle Facoltà di Medicina. Il reclutamento dipenderà delle Facoltà, Dipartimenti e del Senato Accademico delle singole sedi. Per evitare fenomeni di malauniversità il Ministero deve sostenere le sedi che reclutano in base al merito e non in base a nepotismo, clientele di partito…
Come?
Il Ministero deve agganciare l’FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), per una quota pari 60-70% al indice Hirsch (P.N.A.S.) medio dei docenti dell’Ateno. Per sopravvivere e per aumentare il prestigio gli Atenei saranno costretti a:
1) reclutare i piu’ meritevoli pena il blocco quasi totale del Fondo di Funzionamento Ordinario.
2) investire in organico coinvolto direttamente (ricercatori) e/o indirettamente (tecnici) a migliorare l’indice Hirsch
3) investire in strutture adeguate alla ricerca ed alla didattica
4) ottimizzare la dimensione e l’efficienza dell’organico amministrativo.
I fondi per la ricerca devono essere erogati da un struttura formata da persone sganciate dalle strutture accademiche beneficiarie dei finanziamenti. I progetti di ricerca devono essere anonimi e giudicati da revisori che non fanno parte del sistema accademico italiano.
Postato da FZ mercoledì 4 luglio 2007 alle 16.48
mi piace credere che scrivere possa servire a far capire e a produrre proposte per cambiare lo stato di un sistema che deve per forza implodere su se stesso se davvero vogliamo nuove risorse per lo sviluppo economico e culturale d' Italia. la mia storia in soldoni è quella di una luareata in chimica, PhD, 16 lavori pubblicati su riviste internazionali (i.f. totale >48), 41 partecipazioni a congressi, 7 anni di insegnamento in corsi universitari e altro...l'ultima delusione e sottolineo l'ultima, la partecipazione ad un concorso per borsa postdoc, 2 anni a 15000 euro annui. il concorso era per titoli e in più veniva valutato dalla commissione il progetto di ricerca che il candidato intendeva seguire nei due anni. conoscendo il sistema mi aspettavo un verbale in cui alla valutazione dei titoli (comunque abbastanza per un postdoc) seguiva una scarsa opinione sul progetto. con sorpresa mi sono trovata di fronte un verbale (spedito in seguito in varie copie a garante di ateneo, rettore, ministro mussi) con errrori evidenti- punteggi assegnati senza un esplicito criterio e identici giudizi per i progetti di ricercama punteggi diversi a seconda del nome dei candidati. risultato, primo in graduatoria un PhD con una sola pubblicazione all'attivo e 6 o 7 partecipazioni a congresso. la richiesta di spiegazioni è stata inoltrata da tre partecipanti allo stesso concorso, ma tutti siamo rimasti inascoltati. io ho chiuso il mio ultimo contratto fra le lacrime, parteciperò a qualunque concorso per il mio settore finchè ne avrò la forza e continuerò a raccontare le mie storie. intanto il 17 ho un colloquio in ikea...
Postato da pimentel mercoledì 4 luglio 2007 alle 15.02
W l'italia ha fatto vedere solo un pezzettino dell'intricato meccanismo che porta avanti l'università italiana.Come mi disse a suo tempo un amministrativo della mia università (Federico II Napoli), è normale che i professori cerchino di tenere il posto per i propri figli e parenti, l'università è tenuta in piedi solo per questa necessità non per diffondere cultura o formare persone...Non credo che cambiare il modo di fare i concorsi possa modificare questo perverso ingranaggio, è la mentalità o le PERSONE che dovrebbero essere cambiate! Mi ritrovo in un lab dove sono l'unico a lavorare decentemente eppure il mio C.V. non cresce al pari di altri " figli d'arte"che pur lavorando in maniera pessima hanno una sfilza di pubblicazioni come primo nome...a volerlo certi prof fanno miracoli!!!
Postato da quasidottorato mercoledì 4 luglio 2007 alle 14.40
Caro Marco
ho visto la trasmissione di ieri sera. Non sono ottimista ma spero che si crei un movimento cosi' forte che possa travolgere tutto il sistema marcio della università ma anche devo purtroppo dire della sanità italiana, che sta in piedi solo per l'impegno di colleghi assolutamente brillanti. Io ci ho rinunciato e sono emigrato 4 anni fa in UK e immediatamente ho ottenuto qui una posizione all'altezza della mia preparazione e professionalità. Senza conoscere nessuno ma solo grazie al mio curriculum e alle mie competenze. Sarà mai possibile questo in Italia? Io purtroppo non credo perche tutto è strutturato per resistere ad ogni tentativo di riforma. Mi e' venuto da ridere ieri sera a proposito delle commissioni e dei risultati dei concorsi: io che vengo dall' ambiente universitario milanese avrei potuto compilare la lista esatta di coloro i quali hanno vinto il concorso nel mio raggruppamento banditi nella facoltà di Milano. Forse non è chiaro: TUTTI I CONCORSI BANDITI NELLE UNIVERSITA' ITALIANE SONO PILOTATI E NON ESISTE UNO, DICO UN SOLO CONCORSO DI CUI NON SIA GIA' DECISO GIA PRIMA IL NOME DEL VINCITORE. Se partiamo da questo presupposto, cioè la realtà possiamo sperare di cambiare. Se invece la posizione e quella del ministro Mussi abbiamo già perso in partenza: troppa timidezza e reticenza. Un altra bella riforme da mettere nella bacheca dei trofei. "Bisogna che tutto cambi perchè tutto resti uguale". Un saluto. Massimo Cristaldi - Oxford UK
Postato da Massimo Cristaldi mercoledì 4 luglio 2007 alle 13.56
Egregio dott.Lanzetta,
lei ha sbagliato sede del concorso,avrebbe dovuto sostenerlo nella facolta' di medicina e chirurgia di Bari che vanta ben 168 docenti come pubblicato nel sito www.medicina.uniba.it conteggio ottenuto sommando "professori di prima fascia"con "professori di seconda fascia"
Le conseguenze di un elevato numero di professori le paghiamo paradossalmente anche noi studenti che seguiamo moltissime ore di lezione,molti esami e POCHISSIME ore di pratica,se non fosse per qualche corso di semeiotica medica e chirurgica arriveremmo alla laurea senza neache saper misurare la pressione arteriosa,pero' in compenso siamo bravissimi nel calcolare la retta di regressione,nell'applicare il teorema di bayes,la distribuzione di poisson e tanto altro,come descritto ad esempio nel testo consigliato per la preparazione all'esame di statistica medica "La metodologia statistica nelle applicazioni biomediche di C.Rossi e G.Serio".
Postato da mauriziocarrara mercoledì 4 luglio 2007 alle 12.36
Illustre Prof. Lanzetta, La ringrazio per aver messo a disposizione questo spazio virtuale.
Sono un "laureando" in medicina della facoltà di Bari, il virgolettato sta a indicare che qui a Bari nulla è certo, visto che mi è stato letteralmente impedito di laurearmi il 30 marzo, a causa del comportamento delinquenziale di un prof., e Dio solo sa quando potrò concludere.
Qui a bari non solo si pilotano i concorsi, ma gli stessi esami facenti parte del corso di laurea sono dei veri e propri "terno al lotto"...si assiste spesso a giudizi che nulla hanno a che vedere con il merito e, contestualmente, a bocciature ingiustificate e quasi fatte per bilanciare certe promozioni troppo facili dei soliti noti...come se ad ogni promozione ingiusta vi fosse una bocciatura con lo scopo di lavare la coscienza..
Lei parla di merito...ma davvero ormai il merito è un utopia..noi qui siamo costretti a studiare come contrastare certi atteggiamenti capricciosi dei Baroni. Siamo avviliti. Siamo umiliati, continuamente, da un sistema mafioso, almeno dal punto di vista sociologico, visto che mi si potrebbe dire che non vi sono i presupposti penali per parlare di mafia, ma ditemi voi, come definire l'atteggiamento di un professore che priva uno studente del diritto di fare il suo ultimo esame, o che gli concede di farlo solo all'ultimo momento e per coprire la promozione di un solito noto, o che fa di tutto per bocciarlo contraddicendolo tutte le sue risposte, nonostante queste siano riportate pari pari da un testo ufficiale? E chi si ribella è meglio che cambi sede...come definiamo questi comportamenti?Lo strapotere dei baroni e l'impunità di tali atteggiamenti porta alla distruzione dello scopo più nobile dell'Università: la crescita culturale e umana dei cittadini del futuro, e quindi minano la crescita del paese.Lo studente e il merito vengono relegati in disparte, e tutto ruota intorno al potere e agli interessi.
Se questa è l'Italia, fanno bene gli italiani a cambiare paese.



Postato da EIDOS mercoledì 4 luglio 2007 alle 12.22
ieri sera nella trasmissione di W L'Italia ho seguito il programma e ho visto il servizio sul Prof.lanzetta e a proposito volevo sapere dove opera e come si fa ad avere una visita. Sarei grato di ricevere notizie a proposito grazie Walter Parenti ( sono un operatore del servizio sanitario del 118 di Roma -autista-soccorritore)
Postato da walterparenti@tiscal mercoledì 4 luglio 2007 alle 11.57
Buongiorno,

volevo esprimere la mia solidarietà a tutti quelli che, a partire dal Dott. Lanzetta, che ringrazio per l'eccellente iniziativa, sono in una situazione di disagio per il perdurare di un sistema di reclutamento inefficace.
La mia esperienza è stata diversa: 12 anni fa dopo il dottorato, sono partito in Francia con un post-doc di 6 mesi; non potevo permettermi di restare "parcheggiato" in attesa di un ipotetico concorso. Sono poi rimasto e ormai da anni sono ordinario. Non lo rimpiango ed ho già "esportato" altri 3 giovani italiani. Il mio consiglio è di guardarsi attorno, mi sono reso conto che un "palcoscenico" nazionale è troppo piccolo per chi vuole fare questo mestiere. Poi, un invito a organizzarvi: in Francia, dove comunque le cose non sono tutte rose e fiori, nel 2004 è nato un movimento di rivolta, Sauvons la recherche, culminato in molte marce, compresa quella, cui partecipai, dei 25000 ricercatori a Parigi, e nei famosi Stati generali della ricerca. Oggi questo movimento è interlocutore fisso del potere politico. Forse, una iniziativa simile sarebbe utile anche in Italia.
Bon courage à tous.
Postato da bial mercoledì 4 luglio 2007 alle 11.05
Nonostante se ne parli molto, penso che, per avere un quadro completo della situazione del mondo della formazione-ricerca in Italia, sia necessario appronfondire anche gli aspetti inerenti alla condotta in aula dei docenti universitari e dei numerossisimi "enti di formazione" sparsi in tutta Italia, vere e proprie sanguisughe dei fondi comunitari.
La formazione è soltanto un business che serve a riempire le tasche dei docenti universitari, così come tutte le varie agenzie di sviluppo locale (basti pensare ai GAL ovvero Gruppi di Azione Locale che preparano i bandi delle loro gare a tavolino con chi li vincerà .....).
Se il sistema della ricerca in Italia fa acqua da tutte le parti, non è soltanto per la scarsità di fondi ed i concorsi truccati, ma anche per il comportamento di molti membri del corpo docente i quali, in realtà, altro non sono che politicanti pronti a strumentalizzare il loro titolo per intascare fondi di ogni provenienza.
In tal modo, questi soggetti rinnegano il significato profondo del titolo che gli è stato attribuito e possono farlo liberamente perchè non esistono controlli e, anche se qualcosa nei corridoi si mormora, vige totale omertà.
Da poco ho finalmente terminato un penoso percorso che mi ha portato a conseguire il titolo di Dottore di ricerca e, ne ho viste davvero di tutti i colori.
Ho capito che non ci vuole niente a truffare il sistema: fatture false, falsi preventivi, ricorso a prestanomi, riciclo di pseudo-ricerche, esami regalati a parenti di enti di formazione che, in cambio, assicurano docenze ad inutili master a corsi di altro genere.
Dopo aver vinto una borsa di studio post lauream (eh sì, dopo il dottorato, si va a ritroso, sia come titoli che come compenso) e aver continuato a lavorare per qualche mese, ho preferito DARE LE DIMISSIONI E DENUNCIARE QUANTO VISTO ALLE AUTORITA’ REGIONALI COMPETENTI.
GLI ELEMENTI PER MANDARE IN GALERA UN BEL PO’ DI GENTE CI SONO, MA OCCORRE PREPARAZIONE E VOLONTÀ PER INDIVIDUARLI.
Postato da Cecilia Muscatella mercoledì 4 luglio 2007 alle 10.26
Ciao a tutti,
anche io dopo aver visto la trasmissione di ieri sera sono rimasto esterefatto, per l'estensione del fenomeno, e disgustato per il fatto che sia oramai un uso comune (come parlare al cellulare in macchina).
Io non ho avuto il coraggio di rimanere nel sistema e combatterlo dall'interno, così dopo la laurea in chimica ho preferito trovarmi un posto di lavoro sicuro (se così si può dire in Italia). Questo comunque non preclude la possibilità di sostenere gli sforzi che voi tutti state facendo per migliorare il sistema università e un giorno magari anche il sistema Italia.
Penso che i contributi possano venire da tutte le parti e che forse una visione esterna potrebbe risolvere la situazione.
Ovviamente di ricette magiche in tasca non ne ho e penso che nessuno ne abbia. Quello che posso solo fare e di sostenere la vostra causa e magari contribuire con qualche idea in futuro.
In bocca al lupo
Ciao Daniele
p.s. anche nel settore privato ci sono molte situazioni simili e altrettanto frustranti.
Postato da Superfriol mercoledì 4 luglio 2007 alle 10.24
la malauniversità delle facoltà scientifiche (medicina e affini in particolare) fa paura perché, attraverso l'incompetenza nei ruoli di potere, può portre alla morte dei pazienti. in tali facoltà, però, ci sono maggiori interessi economici rispetto alle umanistiche, e quello che succede ha caratteristiche abnormi, sulla spinta dei notevoli interessi economico-farmaceutici.

la malauniversità degli umanisti, invece, passa in secondo piano, come una cosa su cui sorridere (tanto, si pensa, che loro non possono ammazzare nessuno, ma al massimo scrivere e dire sciocchezze).

in quest'ambito, oggi, nella scarsezza di risorse, è tutto immobile. conosco figli di rettori (con tutti i contatti che ne conseguono), preparatissimi, con titoli, che parlano 5 ligue, ma che non riescono ad avere alcun inserimento!

non si possono fare i concorsi per ogni cosa, in ogni momento: bene scegliere i propri collaboratori (ma solo se sono i meglio preparati) senza concorso.

poi, quando si fanno i concorsi: che siano tali! se cè quacuno "segnalato" (ci sarà sempre) si verifichi se è anche il + preparato!

il problema è che x emergere nell'università senza stare alle logiche del sistema devi essere un grandissimo scienziato.
solo se, invece di fare piccole scoperte marginali, si ha la bravura (o a volte la fortuna) di fare il grande risultato, si può aspirare a 1 piccola porta aperta e solo perché il barone di turno spera di prendersi i meriti futuri!
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 4 luglio 2007 alle 09.52
Per quanti di noi vivono all'interno delle università italiane, il fenomeno è noto e molto spesso accettato.Molti subiscono per anni umiliazioni nella speranza di poter successivamente umiliare. ed è per questo che mai il sistema italiano potrà cambiare. Quando, il mio maestro mi chiese di rimanere nell'università ero molto giovane ed ingenua, mi disse che la meritocrazia era il sistema per fare carriera e che l'importante era studiare e fare della buona ricerca per costruirsi un buon curriculum . Così,dopo sei anni in attesa di una sistemazione che avvenne nel 1990 con un concorso da tecnico laureato. Ho atteso e lavorato con il risultato che il mio passaggio a ricercatore avvenne solo dopo un concorso riservato. Ho continuato a lavorare ed avevo cominciato a pubblicare anche molto bene sulle riviste con elevato impact factor della mia branca, la pneumologia. Ma, per giochi di scuola il mio maestro si spostò in un altro ateneo e da noi a Catanzaro, arrivò, come associato, un individuo che era arrivato al suo posto con il solito sistema e che mai aveva pubblicato un lavoro recensito.Le sue pubblicazioni, in italiano erano pubblicate sull'archivo Monaldi, ospedale presso il quale lavorava. Mi ha impedito di lavorare e pertanto ho chiesto alla facoltà di essere spostata, almeno assistenzialmente, presso un'altra unità operativa. Aver litigato con un docente della facoltà mi ha rovinato l'esistenza, mi hanno tolto gli incarichi di insegnamento, non ho avuto più accesso a fondi di ricerca e, quando ho provato a presentarmi al concorso, poi vinto da questo individuo che aveva l' impact factor più basso di tutti, sono stata umiliata e minacciata. Uno dei commissari che aveva il suo allievo, mi disse che sarebbe stato molto meglio che mi fossi ritirata altrimenti ... un giudizio negativo su internet no sarebbe stato bello!. W L'ITALIA
Postato da Rosa Daniela Grembiale mercoledì 4 luglio 2007 alle 09.07
Sono un professore associato di Urologia della 2a Università di Napoli
Sono tenuto in uno sgabuzzino da anni senza poter svolgere alcuna concreta funzione.Nel 2002 - dopo un lungo carteggio con i vertici dell'Ateneo - ho denunciato la situazione alla Procura della Repubblica di Napoli che nel 2006 ha rinviato a giudizio il direttore del reparto di afferenza che non mi fa lavorare.
In tutta risposta il rettore dopo un'indagine farsa e senza convocarmi ha chiesto un provvedimento disciplinare al Consiglio di disciplina del CUN (procedimento ancora in corso).
E' una vergogna!! Sono specialista in quattro materie mentre al mio posto lavorano i compari ed i comparielli.
Desidero impegnarmi per combattere la MALAUNIVERSITA' a tutti i livelli (concorsi, mancato utilizzo, illegalità varie).
Postato da univercaser mercoledì 4 luglio 2007 alle 08.05
Sono un professore associato di Urologia della 2a Università di Napoli
Sono tenuto in uno sgabuzzino da anni senza poter svolgere alcuna concreta funzione.Nel 2002 - dopo un lungo carteggio con i vertici dell'Ateneo - ho denunciato la situazione alla Procura della Repubblica di Napoli che nel 2006 ha rinviato a giudizio il direttore del reparto di afferenza che non mi fa lavorare.
In tutta risposta il rettore dopo un'indagine farsa e senza convocarmi ha chiesto un provvedimento disciplinare al Consiglio di disciplina del CUN (procedimento ancora in corso).
E' una vergogna!! Sono specialista in quattro materie mentre al mio posto lavorano i compari ed i comparielli.
Desidero impegnarmi per combattere la MALAUNIVERSITA' a tutti i livelli (concorsi, mancato utilizzo, illegalità varie).
Postato da univercaser mercoledì 4 luglio 2007 alle 08.03
x neque:

sì, qualche compromesso lo anno accettato tutti o quasi. tutti hanno chiuso gli occhi davanti a nefandezze. ma quando si è ricercatori di ruolo, associati o ordinari, dopo aver fatto parte del "sistema", essendo inamovibili, si può cercare di cambiarlo!
i prof. abruzzese e moretti scrivevano che bisogna scalare le istituzioni per poi riformarle. il punto è si ha, dopo la scalata, il coraggio di fare questa riforma?
con ingenuità ho fatto 18 concorsi di dottorato e poi l'ultimo l'ho vinto (non so se per merito o per altro, ma quando mi presentavo senza che nessuno avesse telefonato prima, i professori mi guardavano increduli!).
che ci siano segnalazioni è ovvio, come è ovvio che i prof. vogliano investire in persone che già conoscono, ma favorire i propri assistenti "alleati" privi di titoli questo è tremendo! spesso, x il sistema marcio, capita che bravi prof. in un certo settore, si inseriscano in settori "liberi", dove non hanno acune competenza! pur di avere un posto!

è tremendo anche il fatto che x pubblicare devi essere presentato da qualcuno! quindi: per costruirti i titoli x partecipare ai concorsi devi avere qualcuno che ti apre la strada a monte!

e poi, attualmente, nei concorsi si ha la possibilità e il tempo di valutare i candidati? solo per valutare le pubblicazioni la commissione dovrebbe dedicare, a volte, decine di giorni. bisognerebbe fare delle prove che durino varie settimane, strutturate in modo differente, con varie commissioni (anche di non docenti) nominate a sorte, pochi giorni prima delle prove
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 4 luglio 2007 alle 02.03
Lo sdegno per le modalità di reclutamento all'interno dell'università mi sembra una classica "faccenda all'italiana"...Fatte le numericamente irrilevanti eccezioni, tutti i concorsi universitari in Italia sono delle barzellette, anche ai livelli più bassi, dall'ammissione al dottorato all'ingresso nelle scuole di specializzazione. Tutti quelli che protestano lo fanno perchè di punto in bianco il meccanismo che ha consentito loro di partecipare a concorsi per vari ruoli si è improvvisamente bloccato. L'associato che "indovina" 5 mesi prima il vincitore del concorso da ordinario come l'ha vinto a suo tempo il "proprio" concorso da ordinario? I giovani ricercatori, gli assegnisti di ricerca e tutta la schiera dei precari, come hanno avuto accesso alle loro borse di studio? CHI, all'interno dell'università, può dire di non aver mai usufruito del meccanismo marcio, subdolo e ricattatorio che ora denunciano?
Postato da neque mercoledì 4 luglio 2007 alle 01.41
La storia da voi raccontata all'interno della trasmissione non è purtroppo nè uno scandalo nè una novità..chiunque sia minimamente entrato in contatto con il mondo universitario conosce perfettamente questo tipo di vicende..io sono ancora uno studente e mi guarderò bene dall'intraprendere una vita nel mondo universitario dopo la conclusione dei miei studi..è un sistema che non va solo cambiato ma rifondato, inasprendo le pene per chi commette illeciti..le parole d'ordine devono essere trasparenza, merito e uniformità di giudizio...vi invito in proposito a leggere il seguente articolo del professor Giulio Palermo dell'università di Brescia, un brillante ricercatore che ha lottato contro i baroni (anche lui con ricorsi al tar) e alla fine ha vinto.. ha pubblicato anche una ricerca sull'effettiva rilevanza delle pubblicazioni nelle gerarchie universitarie..per chi fosse interessato a leggere la sua storia vi invito a leggere queste due pubblicazioni:

http://www.eco.unibs.it/~palermo/PDF/la-carriera-di-un-cane-sciolto.pdf

http://www.eco.unibs.it/~palermo/PDF/wp-bs-pubblicazioni-dse.pdf

se cercate qualcuno di competente e preparato per il vostro laboratorio delle idee, lui fa al caso vostro..ho avuto il piacere di ascoltarlo e poi ho letto della sua storia..è emblematica della situazione attuale..se qualcuno fosse interessato vi consiglio di contattarlo perchè è una persona estremamente disponibile..
Postato da aldo.rella mercoledì 4 luglio 2007 alle 01.05
(mi scuso x il doppio post)
Poi l’orale alla SSIS di **** è andato bene, peccato che il voto è stato il più
basso di tutti! (all’esame hanno assistito 2 amiche)
Sono passato ad ultimo (da decimo).
Ho visto scrivere un 27 in contemporanea (certamente); in medievale e moderna la prof. ha detto di avermi dato 25 e, quindi, arte classica mi deve
aver messo 2/30! Media dei voti 18!
Ho la prova che la mattina si arrotondava ai numeri interi, mentre il
pomeriggio i decimali si esprimevano lasciandoli interi (19,33 ad esempio)! E
pare che tutto ciò sia stato messo a verbale!
All’affissione del foglio una prof. era imbarazzatissima, il pres di
commissione se la rideva, guardandomi incredulo.
Poi ho accompagnato a Roma la prof. imbarazzata in auto, con altre mie
amiche. Mi ha detto che spera di non vedermi l’anno prossimo, “perché uno come lei ha tante altre strade più importanti”! le ho detto: “mi sta dando un consiglio?”
Ha detto che sui miei titoli ci sono stati 1 pomeriggio intero e poi la
“segreteria” (N. B.) ha detto che non sono valutabili; poi ha detto che il
pres di commiss ha fatto mettere al verbale che le pubblicazioni non sono
valutabili. Ma secondo lei dovrebbero esserlo!
Mi ha detto che le potevo fare qualsiasi domanda e mi ha lasciato i suoi
numeri, pregandomi di farmi sentire! Poi mi ha detto che trovava i miei studi
interessanti. naturalmente l’ho omaggiata delle pubblicazioni in oggetto,
accompagnandola a casa.
Successivamente il direttore della scuola si è dimesso.
Io ho avuto, grazie alla prof. “imbarazzata”, un colloquio in una delle + importanti istituzioni di ricerca italiane. Sto scoprendo molte notizie inedite nel mio settore di ricerca (arte-letteratura), ma sono pagato 40 euro a cartella! (spesso per fare 4 cartelle ci vogliono mesi di ricerche di archivio)
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 4 luglio 2007 alle 00.20
sono d'accordo...per i giovani.
Io sono un antesignano, vittima dal 1984 della lottizzazione e del clientelismo baronale (e tra questi ci sono mimetizzati coloro che - nel mio caso, in diritto del lavoro - hanno fatto recentemente...la mossa della denuncia, prendendosi meriti inesistenti.
Per brevità rinvio alla mia vicenda descritta al link del mio sito: http://dirittolavoro.altervista.org/link4.html
Auguri per un rinnovamento.
saluti
Postato da eskimo mercoledì 4 luglio 2007 alle 00.19
Mi scuso in anticipo per la scrittura concitata e frenetica.
Dopo 18 concorsi di dottorato andati male riesco a vincerne 1 dove eravamo stati TUTTI segnalati ai membri della commissione (anche gli esclusi). Entro x ultimo, poi, per la rinuncia, per limiti di reddito, di un borsista arrivato prima di me, prendo anche la borsa.
Dopo quasi 3 anni, decido di tentare la SSIS (scuola per diventare insegnanti nelle scuole), avendo molti titoli universitari: classe A 061 (storia dell’arte).

Ero riuscito a ottenere l’ammissione all’orale per la ssis dell’Università di
****.
Mi ero classificato 10, ma ho avuto la malaugurata idea di presentare un
ricorso alla Commissione, per ottenere l’espulsione di una candidata che mi
precedeva nella graduatoria d’ammissione agli orali (in quanto non aveva
presentato il certificato con esami e, secondo il bando, doveva essere
esclusa).
Hanno cercato di “parlarmi in privato” della cosa (ho rifiutato); mi hanno
detto di non minacciarli di fare ricorso al tar. Ho risposto che stavo
difendendo solo i miei diritti, evitando di farmi scavalcare in graduatoria.
Poi il certificato della candidata sembra essere “ricomparso” e nei tempi
previsti dal Bando (hanno scritto!), e la Commissione, dopo un riesame della
valutazione dei punteggi dei titoli (richiesto non so da chi), ha deciso di
togliermi ben 3 punti (unicamente a me), facendomi balzare agli ultimi posti
della graduatoria di ammissione all’orale.
Mi sono stati sottratti 2 punti, precedentemente assegnati nella valutazione
di 31 pubblicazioni (convegni, curatele, ecc.), che dovevano rientrare nella
voce “altri titoli di studi e di ricerca”, prevista dal Bando, senza fornire
alcuna motivazione. E hanno sottratto un altro punto poiché una co.co.co,
nell’ambito di un progetto di ricerca europeo, “non è valutabile”!
Da decimo sono passato a sedicesimo (la fine nel prossimo commento....)
Postato da dottorandoinoccupato mercoledì 4 luglio 2007 alle 00.07
io e altri miei colleghi, tutti precari nell'ambito della ricerca universitaria, parteciperemo ad un concorso da riceratore indeterminato, per il quale ne conosciamo gia il vincitore (con buona probabilita' almeno). il limite di pubblicazioni per questo concorso e' stato fissato a 5. noi tutti ci presenteremo con almeno 120 pubblicazioni, il potenziale candidato vincitore con 5. non aggiungo altro perche' il tutto si commenta da solo. pitbul@libero.it
Postato da mandreot mercoledì 4 luglio 2007 alle 00.02
La situazione è esattamente quella descritta nella trasmissione televisiva.. è un fenomeno radicato e talmente diffuso che per gli addetti ai lavori è considerato semplicemente normale.
Postato da ste martedì 3 luglio 2007 alle 23.53
Sono un avvocato amministrativista, specializzata in pubblico impiego e questioni relative alla partecipazione a concorsi di vario tipo, mi farebbe piacere conoscere gli estremi della sentenza a Lei favorevole citata nella trasmissione, WWW l'italia, appena conclusa.
Grazie
Cordiali saluti
IBM
Postato da ise66 martedì 3 luglio 2007 alle 23.34
Io quando m'interrogo sul merito e sulla meritocrazia in generale non posso fare a meno di accostare queste parole ad un'altra "Produttività". L'italia nel settore pubblico è inproduttiva, si ci sono delle realtà che funzionano ma diciamo che sono le eccezioni. Io credo che vada premiata la produttività, il merito è per forza di cose necessario per "produrre".Fin quando non si premierà la produttività il merito sarà un accessorio.
Postato da Elio D'Antoni martedì 3 luglio 2007 alle 23.31
Sono un giornalista del Mattino di Padova. Ho seguito in tv Rai3 il servizio sui concorsi truccati nelle università italiane. Si è parlato anche di Padova. C'è qualcuno in grado di fornirmi materiale per un'inchiesta giornalistica su Universitopoli anche a Padova? Chi può e chi vuole può mettersi in contatto con me, al mio indirizzo di posta elettronica: ascura@libero.it. Naturalmente è garantita riservatezza e discrezione.
Antonio Scura

Postato da ascura martedì 3 luglio 2007 alle 23.29
E' appena terminata la puntata di "W l'Italia diretta" del 3 luglio 2007...

Sono un ragazzo di 27 anni, Biologo, ex borsista presso il C.R.O. di Aviano (PN), e ora studente di Medicina e Chirurgia al terzo anno.

Una grande passione e la voglia di imparare ancora mi spingono a diventare Medico, posso solo dire che spero che questo mio impegno sia in un futuro ripagato da un Sistema migliore di quello attuale.

Buono Studio, Buona Ricerca e Buon Lavoro a tutti!
Postato da DOCDOC martedì 3 luglio 2007 alle 23.28
"C'è molta zavorra da buttare e c'è molto da innovare a livello del pensiero e delle pratiche, ma come sempre, poco è il coraggio e molti sono gli interessi da difendere: I servizi Sanitari devono liberarsi dai legacci e riorientarsi per soddisfare le attese della popolazione e i nuovi bisogni di salute con la stessa velocità con cui cambiano i bisogni. "
Cosa ne pensate di questa idea ? www.mainex.it
Postato da Francesco piruzza martedì 3 luglio 2007 alle 23.24
Vengo a conoscenza del sito a seguito della trasmissione "W l'Italia" di Riccardo Iacona. Come futura ricercatrice credo che sia necessario creare una corrente di pensiero che faccia emergere la necessità di un vero rinnovamento del sistema dei concorsi delle università italiane, perché purtroppo in ogni ateneo, per qualsiasi borsa di dottorato o assegno di ricerca, accade tutto quello che abbiamo visto in questa serata.
Postato da j@m martedì 3 luglio 2007 alle 23.23
Questa è una bella iniziativa non c'è dubbio l'Università è tristissima in questo modo.
Ci vorrebbe però anche un sito chiamato concorsopoli. Si perchè non solo nelle università si va avanti a raccomandazioni e nepotismi, ma da una vita anche in tutti gli altri concorsi pubblici dal bidello al parlamentare.
Lasciamo perdere le forze dell'ordine, altro caso in cui le parentele si sprecano e tutti i concorsi comunali, provinciali e regionali.Le province che oggettivamente non servono a nulla, sono pronte ad ospitare parenti raccomandati, insieme alla loro polizia: dove abito su 20 guardie provinciali sono stati assunti 4 fratelli, la fidanzata di uno di loro e tutti gli altri 15 imparentati con qualcuno della provincia o ente pubblico.Negli Ospedali è la stessa cosa così come nelle scuole tramite i sindacati che fino ad oggi hanno garantito chi volevano loro soprattutto negli uffici amministrativi, ma anche all'insegnamento. Moltissime volte questo delirio c'è anche tra i privati tramite sindacati corrotti in società appaltate dai comuni, per le false privatizzazioni.
Postato da Caustico martedì 3 luglio 2007 alle 23.21
Sono uno studente di medicina e purtroppo con baronetti, presidi di scuole di specialità con posti prenotati e borse di studio assegnate a figli di primari e professori senza alcun concorso devo fare i conti tutti giorni,
apetto con ansia il giorno in cui i meritevoli avranno ciò che spetta loro,
nel frattempo appoggio moralmente e concretamente nelle discussioni di tutti i giorni la sua battaglia!
Postato da andrea martedì 3 luglio 2007 alle 23.20
Si è davvero una splendida, è non mi riferisco alla creazione del blog bensì al fatto che gente come lei ci metta la faccia e si vada a scontrare col sistema.
Ha la mia stima. Cercherò nel mio piccolo(sono solo uno studente universitario) di contribuire.
Postato da Elio D'Antoni martedì 3 luglio 2007 alle 23.20
Il problema, a mio avviso, nasce ancora più in basso, fin dall'inizio del percorso "universitario". Non vengono premiati molto spesso i meriti, viene favorito il cognome, la posizione della persona, che a quel momento viene esaminata. Ho conseguito lo scorso anno la laurea in medicina, e questa sensazione, che ho descritto, nasceva e cresceva sempre più, ma dalla lettura e dalla visione del programma televisivo con le varie interviste, ho capito che il problema è atavico e in un certo senso piramidale. Si è proiettati in una fascia di privilegi. Il campo di vita lavorativa alla fine premia, a spese di quello ovviamente che potrebbe riconoscere una carriera universitaria ad esempio!!!idee e soluzioni?tagliare un pò via il marcio, verificare la preparazione di coloro che fanno didattica. Che nomea hanno? Fuori dalle proprie mura sono conosciuti per quello che fanno?Una sorta di impact factor. La mia idea era che i professori stavano all'università per me studente....alla fine del mio percorso di formazione ringrazio che la mia preparazione teorico-pratica l'ho conseguita presso persone che prestavano servizio in un Umile Ospedale!!!
Postato da fasciodihis martedì 3 luglio 2007 alle 23.18
Sono d'accordo anche perchè mio marito sono 5 anni che lavora come medico frequentatore presso un ospedale di roma, senza alcuna retribuzione, ma viene anche chiamato quando sono sotto organico. ma Le i concorsi negli ospedali sono riservati solo a chi possiede una specializzazione. Lui sono 3 anni che prova ad entrare ad una scuola di specializzazione, ma anche se supera la prova scritta viene puntualmente penalizzato alla prova pratica in quanto il punteggio è a discrezione del cattedratico e comprende anche la valutazione delle pubblicazioni (solo in Italia). Pertanto si evince che i primari baroni di dette scuole hanno esteso la loro Lunga Mano anche ai concorsi pubblici (se non ti faccio entrare alla specializzazione non entri neanche in alcun ospedale). Domani mio marito farà il concorso e sembra che quest'anno tocchi a lui (!!!!!). Finiamola e ribelliamoci. se siamo uniti e tutti si ribellano il sistema deve collassare. Facciamoci coraggio!!!
Postato da Ale martedì 3 luglio 2007 alle 23.15
Sono d'accordo anche perchè mio marito sono 5 anni che lavora come medico frequentatore presso un ospedale di roma, senza alcuna retribuzione, ma viene anche chiamato quando sono sotto organico. ma Le i concorsi negli ospedali sono riservati solo a chi possiede una specializzazione. Lui sono 3 anni che prova ad entrare ad una scuola di specializzazione, ma anche se supera la prova scritta viene puntualmente penalizzato alla prova pratica in quanto il punteggio è a discrezione del cattedratico e comprende anche la valutazione delle pubblicazioni (solo in Italia). Pertanto si evince che i primari baroni di dette scuole hanno esteso la loro Lunga Mano anche ai concorsi pubblici (se non ti faccio entrare alla specializzazione non entri neanche in alcun ospedale). Domani mio marito farà il concorso e sembra che quest'anno tocchi a lui (!!!!!). Finiamola e ribelliamoci. se siamo uniti e tutti si ribellano il sistema deve collassare. Facciamoci coraggio!!!
Postato da Ale martedì 3 luglio 2007 alle 23.15
Egregio dottor Lanzetta, sono un giornalista della Prealpina di Varese. Ho seguito in tv la sua vicenda riguardante il concorso presso l'università dell'Insubria. Vorrei sottoporre la sua storia al giornale. Avrei quindi bisogno di sapere.
a) Quando risale la sua vittoria al Tar.
b) Cosa è successo o potrà succedere dopo la sentenza.
c) Se può inviarmi alla mia casella email (nikola11@libero.it) tutto il materiale riguardante il suo caso.

Intanto La appoggio nella sua "battaglia" per la meritocrazia.
Cordiali saluti, Nicola Antonello
Postato da Nicola Antonello martedì 3 luglio 2007 alle 23.14
bellissima iniziativa!
Avete tutto il mio appoggio!
Postato da maxcosta martedì 3 luglio 2007 alle 22.59


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