giovedì 13 settembre 2007

COMUNICATO STAMPA
I giudici riportano la legalità nei concorsi universitari


Con una sentenza pubblicata il 4 settembre scorso, il supremo organo di giustizia amministrativa ha confermato quanto stabilito nell'anno 2006 dal TAR Lombardia, con sentenza n. 1960/06, in merito agli esiti di un concorso universitario al quale aveva partecipato il Prof. Marco Lanzetta, Direttore dell'Istituto Italiano di Chirurgia della Mano con sede a Monza e pioniere nel mondo e in Italia dei trapianti di mano.

Il Prof. Lanzetta, assistito dallo studio legale Bassani e associati di Milano, aveva presentato ricorso al TAR Lombardia contro la commissione giudicatrice nominata dall'Universita' dell'Insubria per la copertura di un posto di Professore Ordinario di Ortopedia alla Facoltà di Medicina di Varese, che lo aveva giudicato non idoneo preferendogli altri due docenti, i Prof. Pilato di Varese e Tranquilli Leali di Roma.

Il Prof. Lanzetta aveva chiesto al TAR l'annullamento degli atti della procedura di valutazione comparativa, poiché la commissione aveva palesemente sminuito l'attività accademica svolta in Italia e all'estero, e la rilevanza scientifica delle sue pubblicazioni.

Il Tribunale Amministrativo aveva accolto il ricorso, ritenendo che nel concorso si fossero verificati "errori di giudizio da parte della Commissione giudicatrice che presentavano vizi di assoluta irrazionalita' e irragionevolezza", sia in merito alla valutazione dell'attivita' didattica svolta all'estero dal Prof. Lanzetta, sia all'"impact factor" delle sue pubblicazioni su riviste internazionali.

Il Consiglio di Stato ha confermato tale sentenza, e l'annullamento del concorso, tra l'altro affermando che: "(...) è oggi pacifico che si tratta di valutazioni (delle commissioni - ndr) pienamente sindacabili dal giudice amministrativo, sia sotto il profilo della ragionevolezza, adeguatezza e proporzionalità che sotto l'aspetto più strettamente tecnico".

Finisce cosi', definitivamente, il potere insindacabile delle commissioni giudicatrici, che di fatto potevano nascondersi e difendersi dietro il concetto che il loro giudizio fosse inattacabile dai giudici, che si dovevano limitare a giudicare eventuali vizi di forma delle procedure concorsuali.

Infatti, il Consiglio di Stato nella motivazione della sentenza aggiunge che: "(...) il sindacato giurisdizionale sugli apprezzamenti tecnici della p.a. può oggi svolgersi in base non al mero controllo formale ed estrinseco dell'iter logico seguito dall'autorità amministrativa, bensì alla verifica diretta dell'attendibilità delle operazioni tecniche sotto il profilo della loro correttezza quanto a criterio tecnico ed a procedimento applicativo".

Non solo. Il Consiglio di Stato afferma l'importante principio che la valutazione delle commissioni giudicatrici deve tendere a individuare i candidati più meritevoli, a prescindere dalle modalità e dal luogo dove essi abbiano conseguito titoli di merito, in Italia oppure all'estero.

Per quanto concerne il giudizio negativo della commissione in merito all'attività didattica svolta dal Prof. Lanzetta all'estero, il Consiglio di Stato, infatti, osserva che una simile valutazione finiva per: "(...) penalizzare a priori il candidato che ha arricchito la propria esperienza professionale, sia clinica che didattica, all'estero e voglia rientrare in Italia o comunque dedicarsi con maggiore continuità all'attività in Italia". E', infatti, noto - sottolinea il Consiglio di Stato: "(...) che in altre nazioni l'affidamento di incarichi di insegnamento e di lezioni avviene sulla base del merito del professore, con la conseguenza che in università particolarmente prestigiose insegnano solo professori che, a prescindere dai titoli formalmente conseguiti, siano ritenuti "meritevoli" di svolgere l'attività didattica".

Dichiarazione del Prof. Lanzetta: "La sentenza del Consiglio di Stato pone fine ad una stortura del nostro sistema che si basava sulla intoccabilità delle commissioni nei giudizi di merito, e potrà essere punto di riferimento per molti docenti che si sono visti penalizzati ingiustamente.
Invito tutti, in primo luogo il Ministero dell'Università, a considerare in chiave positiva tale sentenza, che costringe le parti a condurre una serena ma necessaria verifica delle norme concorsuali.
Mi auguro che il mio caso possa essere d'aiuto a migliorare il nostro sistema universitario, garantendo finalmente quella imparzialità di giudizio nelle valutazioni comparative e imponendo il solo criterio meritocratico come il metodo per promuovere i più bravi ed i più meritevoli".



Postato da Marco Lanzetta - Chirurgo della Mano - Monza (Italia) alle 17.11
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Commenti
Questa sentenza potrebbe essere dedicata, se il Prof Lanzetta lo permette, a tutti coloro che sanno e che subiscono il potere di chi non sa
Postato da gianni mercoledì 19 novembre 2008 alle 18.12
Sono un precario della ricerca da circa dieci anni e ho partecipato a svariati concorsi in italia sia per ricercatore che per docente di seconda fascia ma ogni volta il candidato "interno" riusciva a spuntarla.
Questa sentenza darà sicuramente coraggio a quanti di noi vorranno ribellarsi a questo sistema sicuramente tutt'altro che meritocratico.
Postato da gianni mercoledì 19 novembre 2008 alle 18.09
Vorrei innanzitutto esprimere la mia solidarietà al Prof. Lanzetta e la mia soddisfazione per la sentenza in oggetto. Lavoro all'Università dell'Insubria e credo che il nostro Ateneo dovrebbe sentirsi onorato di annoverare tra i suoi docenti il Prof. Lanzetta.

Purtroppo il mondo universitario oggi attraversa secondo me una grave crisi di identità e di valori che ne hanno fatto in passato un'istituzione prestigiosa e rispettata.

Dovrebbe essere il luogo del dialogo , della conoscenza, della ricerca, della legalità e invece spesso è sede della spartizione di poltrone e di privilegi ingiustificati.

L'Università si deve far carico di promuovere La Cultura di una nazione recuperando lo spirito che ha mosso i primi studenti e docenti a riunirsi in UNIVERSITAS.

Buon lavoro a tutti.
Postato da giaco1975 mercoledì 23 gennaio 2008 alle 13.39
Medico, 49 anni, in situazione simile.
Sono molto contento per la sentenza.
In futuro vorrei proporre la soluzione di alcune storture, o almeno
chiedere come porsi di fronte ad una pubblica amministrazione.
Ho però un quesito da chiedere (se posso) che mi nasce spontaneo da questa storia.
Ho saputo di una mobilità per cui ero nteressato (dal territorio all'ospedale) in ritardo ed ho presentato domanda con un curriculum sintetico di una pagina e non con quello completo con decine di pubblicazioni di circa 25 pagine. Altri hanno saputo tutto un mese prima ed hanno preparato tutto con calma.
Sono stato così valutato peggio di altri con curricula molto scarsi. La commissione è obbligata a chiedere da un curriculum sintetico cosa c'è dietro alle affernmazioni?
Grazie
Postato da iac-rem domenica 28 ottobre 2007 alle 07.23
Oggi, nella mia casella di posta elettronica, ho trovato un questionario inviatomi dall'Università per valutare il percorso di dottorato di ricerca che (finalmente) ho concluso nel 2007.
L'ho compilato con estrema sincerità...addirittura mi si chiedevano dei suggerimenti per far fronte ad una eventuale insoddisfazione sull'attività svolta in quei tre anni...!
Certa che si trattasse soltanto di un'operazione di routine, proprio come i famosi questionari di valutazione dei corsi universitari, ho inviato il file anche al Rettore dell'Univ. in cui ho svolto il dottorato ed al Ministro Mussi...chissà se lo leggerà.
Non possiamo restare ienrmi di fornte a tanta ipocrisia.
Postato da Cecilia Muscatella martedì 9 ottobre 2007 alle 09.11
Invito a riflettere su quanto scritto oggi oggi
sul blog di beppe grillo:, vi porto l'inizio:

"Chi ascolta il discorso di un politico, invece di seguire le lezioni, acquista “crediti formativi”. E’ successo agli studenti universitari pisani presenti a un’orazione di Bertinotti..."
Facciamo qualcosa per migliorare il livello dell'università in Italia!!!


Postato da Cecilia Muscatella martedì 2 ottobre 2007 alle 17.41
è veramente 1 sentenza storica! complimenti!
ora credo che prima di far passare nei concorsi a ricercatore candidati con 1 pubblicazione... rispetto ad altri che ne hanno decine... ci penseranno molto bene....

certo il tar e gli avvocati costano.... gli associati possono pagarli, ma i dottorandi, gli assegnisti, i numerosi precari hanno maggiori difficoltà.

mi dispiace x il numero di contatti di questo sito (che ho visto calare): sintomo di una volontà di lascare le cose come sono...

torno a segnalare l'assenza dal blog degli studiosi d'area umanistica, contenti di aver creato una casta di persone che vivono di rendita e che si dedicano alla ricerca come hobby!
Postato da dottorandoinoccupato domenica 16 settembre 2007 alle 03.59


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