giovedì 27 novembre 2008

COMUNICATO STAMPA
Un altro capitolo della vicenda più ridicola del mondo


Si poteva pensare che la mia vicenda si fosse conclusa, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che confermava quanto deciso dal TAR Lombardia.

In qualunque altro paese del mondo, ma proprio qualunque, di fronte ad una tale bocciatura, l’Università colta in palese violazione delle norme di concorrenza avrebbe annullato il concorso, e, libera di farlo, ne poteva bandire un altro, se avesse voluto, per la stessa materia. Ripartire da capo, insomma.

Ma signori, in Italia no, avviene proprio il contrario. Fregandosene altamente delle sentenze emesse, l’Università dell’Insubria cosa ha fatto?

Semplice, ha riconvocato la stessa commissione la quale come se niente fosse ha compilato un nuovo giudizio, inventandosi nuove frasi per ribadire quanto gia’ deciso. Lanzetta non è idoneo. Prima era troppo specializzato, e poi tutta quella attività all’estero, da sottovalutare, ora invece le pubblicazioni, magari uscite su Lancet, ma non di abbastanza rigore metodologico (sic!). Come se su Lancet uno pubblicasse così, senza che nessuno valuti il modo e il contenuto dell’articolo. Impact Factor? Neanche lo si nomina. Citation Index? E cos’è?

Ma non è finita qui, c’è davvero di che spanciarsi dalle risate. Questo non è il secondo giudizio, bensì il quarto, sì perché in precedenza, per "portarsi avanti", in attesa della sentenza del TAR e del Consiglio di Stato, la commissione ne aveva formulati altri due, naturalmente con il medesimo esito, ma poi il Rettore, davanti alle sentenze, non li aveva approvati, di fatto cancellandoli. Insomma, quattro giudizi dalla stessa commissione, sempre più attorcigliati, alla ricerca di una sempre più difficile via per dichiarare non idoneo a un posto di ruolo ordinario chi peraltro è già abilitato all’insegnamento. A proposito, sembra che il vincitore del concorso annullato dai giudici amministrativi continui invece a insegnare come Ordinario, in barba a quanto concluso dal Consiglio di Stato.

Cosa concludere? C’è di che avere paura, in un sistema così. Ma i giovani ricercatori, chi ha voglia di fare, chi crede nella meritocrazia come unica strada per affermare il proprio valore, cosa devono fare? Vi rispondo subito. Non accettate queste logiche, non entrate nel gioco al massacro, rifiutate di essere trattati come delle pedine di scambio. Rivolgetevi ai giudici ed ai magistrati. E altrimenti, andate all’estero, per non tornare più!


(Nell'allegato, l'articolo pubblicato dal "Corriere della sera" 27.11.2008)

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Postato da Marco Lanzetta - Chirurgo della Mano - Monza (Italia) alle 08.57
Commenti (2)ScriviAutenticati
Commenti
Caro Lanzetta,
ho appena saputo dell'esito negativo di una valutazione comparativa a a posto di professore universitario di prima fascia, presso l'Università di Modena e Reggio Emilia, in cui sarebbero (la pubblicazione ufficiale degli esiti avverà, ritengo , a settembre) stati valutati idonei due professori universitari della sede, appoggiati dal membro interno, il quale ha "convinto" altri due membri della commissione.
Qusta idoneità mi era in qualche modo "dovuta", per riconoscimento "unanime" (a parole) del mondo accademico del mio settore (Tecnologia dell'architettura). Questo è già il terzo tentativo che faccio negli ultimi 6 anni e, in un caso, sono anche stato "costretto" a ritirare i titoli per far posto a un candidato esterno all'Università. Il fatto fece scandalo, ma nulla è cambiato, a quanto pare,nell'atteggiamento dei colleghi.
In questa sessione ho fatto domanda in 5 sedi e non io, ma gli ordinari del settore, hanno deciso che avrei dovuto passare al concorso di Modena.Avevano fatto i conti senza l'oste: il referente di sede, che ha fatto di tutto per fare posto a due suoi "accoliti", nonostante i miei titoli e il CV (anche per l'esperienza acquisita - ho 61 anni) siano (in realtà devo verificare quelli dei vincitori, che non conosco) assolutamente degni dell'idoneità, come testimoniato dai due commissari che mi hanno sostenuto.
Ora, che mi consiglia di fare?
Quali sono i tempi per un ricorso?
Conosce un bravo avvocato amministrativista nella piazza di Torino?
Grazie
Postato da magro giovedì 22 luglio 2010 alle 16.51
Prof. Lanzetta, non si arrenda e continui a esigere la giustizia che si merita. L'Università italiana non può permettersi di perderla e in questo momento di crisi e profonde riforme del sistema ha bisogno che la sua vicenda si concluda in modo positivo in modo da dare speranza ai moltissimi ricercatori e docenti che subiscono ciò che hasubito lei.

In bocca al lupo e non desista!!!!
Postato da giaco1975 giovedì 30 aprile 2009 alle 20.31


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